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L'ULTIMA Virtù

Tradizionalmente pronunciate all’interno del “saluto”, svolto all’apertura e alla chiusura di ogni allenamento, le 5 virtù rappresentano uno stato d’animo, posto come spunto per migliorare se stessi.

Delle 5 virtù discusse nel precedente post, la quinta, nonché l’ultima, è la pazienza, ma cosa significa “essere pazienti”, o meglio ambire alla pazienza?

Prima di chiederci come essere pazienti, dovremmo capire la natura di questa Virtù.

Ovviamente, la visione delle virtù è meditativa e soggettiva, ma volendo dar un interpretazione generale al loro significato, possiamo gettare delle basi per la loro comprensione.



L’etimologia della parola trae origine da “pathos” o patire.

La pazienza è la facoltà umana di rimandare la propria reazione alle avversità, mantenendo nei confronti dello stimolo un atteggiamento neutro. E’ una qualità e un atteggiamento interiore proprio di chi accetta il dolore, le difficoltà e le avversità con animo sereno e con tranquillità, controllando la propria emotività e perseverando nelle azioni. È la necessaria calma, costanza, assiduità, applicazione senza sosta nel fare un'opera o una qualsiasi impresa.


Spesso si attribuisce alla pazienza un appellativo negativo, come se fosse legata all’aspetto di sofferenza, e ciò è dovuto all’errata associazione con il termine “sopportazione”.

Nel parlare di pazienza, il significato di “sofferenza” è affiancato a quello di “passione”, inteso anche come spinta irrazionale dell’anima, non a caso per gli antichi greci il pathos era una delle due forze che regolano l’animo umano; l’altra era il Logos, la parte più razionale.



Il tempo e la pazienza possono più della forza o della rabbia.


La pazienza consapevole, più che un aspetto spontaneo del proprio carattere, è qualcosa che va attivato e perseguito come un “rinforzo”. Pazienza che, se opportunamente coltivata, può diventare innanzitutto perspicacia, imparando ad essere pazienti, ad aspettare e a non innervosirci. Impariamo a valutare il tempo necessario ad una situazione per svolgersi e a “leggerla” nel suo insieme, diventiamo più svegli e acuti, affiniamo il nostro intuito e ci porta ad aprirci verso l’altro o anche verso noi stessi.

La pazienza ci pone solitamente di fronte a qualcosa che è come bloccato, che non fluisce, di cui si aspetta la maturazione affinché si rimetta in moto.


La pazienza è indispensabile in tutte le imprese umane, anche e specialmente nelle più rivoluzionarie. Senza pazienza non vi sarebbero tattica e strategia, la fissazione degli obiettivi in base al momento storico, alla situazione oggettiva, il rifiuto di accettare le provocazioni tese ad arte dall’avversario; tutto ciò richiede molta pazienza, ma l’attesa paziente viene alla fine remunerata dall’esito vittorioso.



Un momento di pazienza può scongiurare un grande disastro. Un momento di impazienza può rovinare una vita intera.


Inoltre, quando la Pazienza è consapevole e “attiva”, essa si permea di positività, ovvero diventa amorevole, e non solo verso l’oggetto di cui si attende la maturazione o l’arrivo, ma anche verso il soggetto che attende, ovvero esprime pazienza (a volte poi questi due elementi soggetto-oggetto coincidono, come ad esempio nel caso della pazienza verso sé stessi) perché vi è infatti innanzitutto rispetto dei tempi e della libertà altrui. Non c’è forzatura, spinta, in quanto ogni dinamismo è intrinseco all’attesa, dove semmai vi è vigilanza nel seguire l’evolversi della situazione.



Come essere pazienti?


La pazienza è una Virtù che si sviluppa tramite la dedizione e la coscienza di se stessi.

Le Arti Marziali e la meditazione aiutano a divenire coscienti su ciò che facciamo, basandoci sul ritmo del nostro apprendimento e sui nostri limiti insegnandoci a superarli consciamente.

Ci mette di fronte alle proprie capacità, ci fa riflettere e migliorare attendendo il momento adatto, stimola il pensiero di accettazione rendendoci in grado di far fronte alle avversità non solo della disciplina marziale, ma anche nei confronti della propria vita.


Questa virtù inoltre è alla base dello sviluppo delle altre 4 Virtù.

È l’unica virtù “spirituale” dunque non “fisica”, ma il suo sviluppo è direttamente legato alle altre.


Per ambire alle virtù dunque, è necessario agire in modo saggio, ponderato e paziente, avendo compassione e quindi accettando tutto ciò che ci circonda, compreso il pensiero altrui e tenendo conto che, sebbene possa essere un punto di vista differente dal nostro, non è da considerarsi errato, ma soltanto differente e veritiero pari al nostro. Meditando con sincerità possiamo quindi aver chiaro ciò che accade attorno a noi e dentro di noi e, così facendo, possiamo consciamente inseguire i nostri ideali con coraggio e in modo paziente, alla fine, raggiungerli.



La pazienza è perseguire con saggezza, compassione, sincerità e coraggio i propri ideali, accettando serenamente l'equilibrio negativo e positivo di ogni cosa nell'universo.
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